Il risarcimento dei pregiudizi alla vita quotidiana e alle relazioni causati da un illecito, che oggi si ottiene come personalizzazione del danno non patrimoniale e non come voce autonoma.

Come funziona

Dal 2008 la Cassazione non riconosce il danno esistenziale come categoria a sé. I pregiudizi che si indicavano con quel termine si risarciscono ancora, ma all’interno del danno biologico, come conseguenze sulla vita di relazione, oppure, se non c’è lesione della salute, quando è leso un diritto inviolabile della persona.

Per ottenerli bisogna allegare e provare in modo specifico come è cambiata la vita: quali attività sono state abbandonate, con quale frequenza venivano svolte, che ruolo avevano. Testimonianze, fotografie, iscrizioni a corsi o associazioni sono prove utili. La liquidazione è equitativa.

Riferimenti normativi

  • Art. 2059 c.c.
  • Cass., Sezioni Unite, n. 26972/2008

Un esempio

Una pensionata, dopo una caduta per una buca stradale, non può più occuparsi dell’orto e del volontariato in parrocchia. Con le testimonianze di chi la conosce ottiene un aumento del danno biologico per queste rinunce.

Approfondisci

Per approfondire: Danno non patrimoniale.

Voci correlate: Danno esistenziale e Risarcimento del danno alla vita di relazione.

← Tutte le voci del glossario