La somma riconosciuta per la sofferenza interiore causata da un illecito, valutata dal giudice in via equitativa o sulla base delle tabelle.
Come funziona
In passato era prassi liquidare il danno morale come frazione fissa del danno biologico, per esempio da un quarto alla metà. Oggi la giurisprudenza chiede di valutarlo come componente distinta del danno non patrimoniale, sulla base della sofferenza effettivamente provata dalla vittima, anche con presunzioni legate alla gravità della lesione e alle circostanze del fatto.
Le tabelle più recenti ne tengono conto: la Tabella Unica Nazionale per sinistri stradali e sanitari indica un valore della componente di sofferenza per ogni punto, e le Tabelle di Milano includono una quota per il danno morale nel valore del punto. Per le micropermanenti, una sofferenza di particolare intensità può portare a un aumento fino al 20%.
Riferimenti normativi
- Art. 2059 c.c.
- Art. 138 Codice delle assicurazioni private e D.P.R. 12/2025 (Tabella Unica Nazionale)
- Art. 139, comma 3, Codice delle assicurazioni private
Un esempio
Una passeggera rimasta incastrata nell’auto per un’ora dopo un incidente, in attesa dei vigili del fuoco, ha vissuto un forte terrore. Questa circostanza, provata con il verbale dei soccorsi, giustifica un danno morale più alto della media tabellare.
Approfondisci
Per approfondire: Risarcimento del danno morale da sinistro stradale.
Voci correlate: Danno morale e Tabelle danno biologico.