La maggiore fatica e usura che la persona lesa sopporta nello svolgere lo stesso lavoro di prima, senza che il suo reddito diminuisca.
Come funziona
Dopo una lesione molte persone continuano a lavorare e a guadagnare come prima, ma con più sforzo: dolori, pause più frequenti, compiti svolti più lentamente. Questo pregiudizio riguarda la capacità lavorativa generica, cioè l’attitudine a lavorare in astratto, e non quella specifica legata alla propria professione.
Proprio perché non incide sul reddito, la giurisprudenza lo considera un aspetto del danno biologico, che il giudice valuta nella personalizzazione del risarcimento, e non un danno patrimoniale autonomo. Se invece il reddito cala, si parla di riduzione della capacità lavorativa specifica.
Un esempio
Un magazziniere con una lesione alla spalla torna al suo posto e mantiene lo stesso stipendio, ma solleva i colli con più fatica e dolore. Questo disagio rientra nel danno biologico e può giustificare un aumento della somma liquidata.
Approfondisci
Per approfondire: Risarcimento danni da lesioni personali.
Voci correlate: Riduzione della capacità lavorativa specifica e Danno biologico.