La sofferenza interiore causata da un illecito: dolore, ansia, turbamento, vergogna. È detto anche pretium doloris.
Come funziona
Il danno morale riguarda ciò che la vittima prova dentro di sé, indipendentemente dalle conseguenze sulla salute e sulle attività quotidiane. Può nascere da un incidente stradale, da un infortunio sul lavoro, da un errore medico, da un danno estetico, dalla perdita di un familiare o da un reato.
La giurisprudenza lo considera una componente del danno non patrimoniale distinta dal danno biologico: il giudice deve valutarlo a parte, perché una lesione può causare grande sofferenza anche quando i postumi fisici sono modesti. Per le lesioni da 10 punti in su da sinistri stradali e sanitari, la Tabella Unica Nazionale indica già il valore della componente di sofferenza.
Riferimenti normativi
- Art. 2059 c.c. (danni non patrimoniali)
- Art. 138 Codice delle assicurazioni private e D.P.R. 12/2025 (Tabella Unica Nazionale)
Un esempio
Una donna investita sulle strisce guarisce con pochi punti di invalidità, ma per mesi ha attacchi d’ansia ogni volta che attraversa la strada. Questa sofferenza è danno morale e va chiesta e provata accanto al danno biologico.
Approfondisci
Per approfondire: Risarcimento del danno morale da sinistro stradale.
Voci correlate: Risarcimento del danno morale, Danno psichico e Risarcimento del danno alla persona non patrimoniale.