Le cose da fare subito dopo un incidente stradale per mettere in sicurezza le persone e conservare le prove utili al risarcimento.

Come funziona

Prima di tutto vanno chiamati i soccorsi (112) se ci sono feriti. Non vanno spostati i feriti né, se possibile, i veicoli finché non arrivano le autorità. Ai motociclisti feriti non va tolto il casco: è un’operazione che spetta al personale sanitario.

Poi conviene raccogliere le prove: fotografie della posizione dei veicoli, dei danni, della segnaletica e della strada; nomi e recapiti dei testimoni; targhe e dati assicurativi delle altre parti. Se c’è accordo sulla dinamica si compila e si firma la constatazione amichevole (modulo CAI, detto anche CID). Chi ha subito lesioni deve farsi visitare subito in pronto soccorso: il referto è il primo documento che collega le lesioni all’incidente.

Nei casi più gravi seguono gli adempimenti con l’autorità: le dichiarazioni alle forze dell’ordine, il dovere di testimoniare e, in caso di decesso, il riconoscimento della salma e l’eventuale autopsia disposta dal pubblico ministero. In queste situazioni è utile l’assistenza di un avvocato fin dall’inizio.

Riferimenti normativi

  • Art. 189 Codice della strada (D.Lgs. 285/1992): obbligo di fermarsi e di prestare assistenza ai feriti
  • Art. 143 Codice delle assicurazioni private (D.Lgs. 209/2005): denuncia del sinistro e modulo di constatazione amichevole

Un esempio

Dopo un tamponamento con un ferito lieve, i conducenti chiamano il 112, fotografano le auto prima di spostarle e compilano insieme il modulo CAI. Il ferito va in pronto soccorso la sera stessa: il referto e le foto diventano la base della richiesta di risarcimento.

Approfondisci

Per approfondire: Cosa fare in caso di incidente stradale.

Voci correlate: Prescrizione diritti e Fondo di garanzia per le vittime della strada.

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