Il danno da epatite, HIV o altre infezioni contratte con trasfusioni di sangue o emoderivati infetti, per il quale possono rispondere il Ministero della Salute e la struttura sanitaria.
Come funziona
Il Ministero della Salute risponde per non aver vigilato sulla sicurezza del sangue e degli emoderivati. La struttura sanitaria può rispondere in aggiunta, o da sola, se l’errore riguarda la raccolta, la conservazione o la scelta di trasfondere quando non era necessario.
Accanto alla causa di risarcimento esiste un indennizzo statale per chi ha subito danni permanenti da trasfusioni. È una prestazione diversa, con presupposti e termini propri: non esclude il risarcimento, ma se ne tiene conto nel calcolo.
Riferimenti normativi
- L. 210/1992 (indennizzo per danni da trasfusioni e vaccinazioni)
Un esempio
Una paziente scopre anni dopo un parto di aver contratto l’epatite C con una trasfusione ricevuta in quell’occasione. Può chiedere l’indennizzo previsto dalla legge e, con un’azione distinta, il risarcimento al Ministero della Salute e, se ci sono errori dell’ospedale, alla struttura.
Approfondisci
Per approfondire: Avvocato per il risarcimento del danno da responsabilità medica.
Voci correlate: Prescrizione della responsabilità medica da mala sanità e Risarcimento del danno iatrogeno nella responsabilità medica e sanitaria.