Il peggioramento della salute causato da un trattamento sanitario: l’aggravamento di una malattia o di una lesione preesistente, oppure un danno nuovo prodotto dalle cure.
Come funziona
Si parla di danno iatrogeno quando il paziente, oltre al problema per cui si è rivolto al medico, subisce un danno dovuto a un errore nella diagnosi, nell’intervento o nell’assistenza. Spesso si innesta su una situazione già compromessa: in quel caso si risarcisce la differenza tra lo stato di salute finale e quello che il paziente avrebbe avuto con cure corrette.
Dalla legge Gelli-Bianco del 2017 il paziente può agire contro la struttura sanitaria a titolo contrattuale, provando il rapporto di cura, il danno e il collegamento causale con la prestazione; spetta alla struttura dimostrare di aver operato correttamente. Contro il medico dipendente l’azione è extracontrattuale e il paziente deve provarne la colpa.
Riferimenti normativi
- Art. 7 L. 24/2017 (legge Gelli-Bianco)
- Artt. 1218 e 2043 c.c.
Un esempio
Un paziente con una frattura del femore viene operato con una tecnica scorretta e resta con una gamba più corta. Se una frattura ben trattata avrebbe lasciato 8 punti di invalidità e ora ne residuano 20, il risarcimento riguarda il peggioramento causato dall’errore.
Approfondisci
Per approfondire: Avvocato per il risarcimento del danno da responsabilità medica.
Voci correlate: Prescrizione della responsabilità medica da mala sanità, Risarcimento del danno contrattuale art 1218 codice civile e Processo civile di cognizione ed ATP o accertamento tecnico Preventivo.