L’azione con cui l’Inail, dopo aver indennizzato un lavoratore infortunato, recupera le somme pagate da chi ha causato l’infortunio.

Come funziona

Quando un infortunio sul lavoro o in itinere è causato da un terzo (per esempio un automobilista) o dal datore di lavoro, l’Inail paga al lavoratore le prestazioni previste: l’indennità per l’inabilità temporanea, l’indennizzo in capitale o la rendita. Poi si rivolge al responsabile, o alla sua assicurazione, per farsi restituire quanto ha erogato.

Il recupero dell’Inail riguarda solo le voci di danno che l’Istituto ha effettivamente coperto. Ciò che l’indennizzo non copre, cioè il danno differenziale e le voci che l’Inail non indennizza come il danno morale, resta un diritto del lavoratore, che lo chiede direttamente al responsabile.

In senso tecnico si parla di regresso quando l’Inail agisce contro il datore di lavoro e di surrogazione quando agisce contro un terzo, ma nel linguaggio comune i due termini si usano spesso come sinonimi.

Riferimenti normativi

  • Artt. 10 e 11 D.P.R. 1124/1965 (regresso verso il datore di lavoro)
  • Art. 1916 c.c. (surrogazione dell’assicuratore, applicabile anche all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro)

Un esempio

Un rider viene investito durante una consegna. L’Inail gli riconosce un indennizzo per i postumi e poi chiede all’assicurazione dell’auto di restituirgli quella somma. Il rider, a sua volta, chiede alla stessa assicurazione la parte di danno che l’Inail non ha coperto.

Approfondisci

Per approfondire: Danno differenziale e indennizzo Inail.

Voci correlate: Danno differenziale Inail e Indennizzo Inail.

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