Il danno non patrimoniale che subiscono i familiari per la morte di un congiunto causata da un fatto illecito, come un incidente stradale, un errore medico o un infortunio sul lavoro.

Come funziona

È il dolore per la perdita e lo sconvolgimento della vita familiare: la rottura di un legame affettivo che non potrà più essere vissuto. È diverso dal danno biologico, cioè da un’eventuale malattia psichica del familiare, e dal danno che la vittima stessa ha subito prima di morire.

Per quantificarlo i giudici usano di regola le Tabelle del Tribunale di Milano, che dal 2022 adottano un sistema a punti: il valore dipende dall’età della vittima e del familiare, dalla convivenza, dalla presenza di altri familiari superstiti e dalla qualità del rapporto. Spetta a genitori, figli, coniuge e convivente, ma anche a fratelli, nonni e nipoti che provano un legame affettivo effettivo.

Riferimenti normativi

  • Art. 2059 c.c. (danni non patrimoniali)

Un esempio

Un uomo di 50 anni muore in un incidente stradale. La moglie convivente, i due figli e la madre anziana possono chiedere ciascuno il danno da perdita del rapporto parentale; l’importo varia in base all’età e al legame di ciascuno con la vittima.

Approfondisci

Per approfondire: Calcolatore del danno da perdita del rapporto parentale e Risarcimento del danno per perdita parentale in incidente stradale.

Voci correlate: Risarcimento del danno tanatologico e Risarcimento del danno terminale.

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